Peggio del politicamente corretto c’è solo la burocrazia del politicamente corretto. È l’ideologia woke che si fa ottusità di sistema. E farebbe anche ridere, se fosse una barzelletta. Purtroppo non è così: a Glasgow il Kelvingrove Museum ha fatto sparire le mummie egizie perché non può esibire il «consenso del defunto». Forse hanno telefonato alla Valle dei Templi di Luxor e hanno trovato occupato. Così, al posto dei reperti archeologici che ogni anno richiamano più di un milione di visitatori, hanno affisso un foglio in A4: «Resti umani rimossi dall’esposizione in segno di rispetto».
Ora, dato che quando uno fa un’idiozia c’è subito qualcun altro pronto ad andargli dietro, presto - scrive il Telegraph - saranno rimossi «resti umani» anche da altri musei. E, se ci aveva fatto orrore quando si era abbattuta sui libri da leggere al liceo o in università, oggi la cancel culture ci preoccupa ancora di più. Perché oltre ad essere pericolosa è pure stupida. Compito dei musei, infatti, è tramandare la Storia raccontandola attraverso i reperti, non cancellarla andando dietro a un assurdo codice etico partorito dal «gruppo parlamentare per le riparazioni africane». Andare a cercare «preoccupazioni etiche» e parlare di «costante disprezzo per i desideri degli antenati e per le intenzioni delle comunità che li seppellirono» è un insulto al buon senso.
Tra qualche secolo quel foglio in A4 troverà giustamente spazio in un museo. Non più per vietare l’esposizione delle mummie ma per documentare l’idiozia woke.
