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Cronaca internazionale

Londra teme attacchi e blackout: il governo invita a fare scorte di cibo e acqua

La campagna “Be Ready”: risorse per 72 ore. Sullo sfondo le minacce russe

Britain's Prime Minister Andy Burnham, centre meets fire and rescue personnel during the inaugural Wildfires '27 Resilience Summit on strengthening community preparedness, at the National Resilience Centre of Excellence, in Aintree, England, Friday Oct. 23, 2026. (Temilade Adelaja/Pool Photo via AP) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Nove litri d’acqua a persona, scorte alimentari per tre giorni, contanti e medicinali a portata di mano. La Gran Bretagna si prepara alle emergenze. Il governo britannico ha lanciato “Be Ready”, una campagna nazionale per invitare i cittadini a organizzarsi in vista di possibili crisi, dai blackout agli attacchi informatici, fino ai sabotaggi orchestrati da potenze ostili. Un’iniziativa che arriva in un clima di crescente preoccupazione per la sicurezza nazionale, con la minaccia russa sempre più al centro dell’attenzione.

Le indicazioni diffuse dal Cabinet Office sono precise: ogni famiglia dovrebbe disporre di scorte sufficienti per affrontare almeno 72 ore senza servizi essenziali. Tre litri d’acqua al giorno per persona, ai quali aggiungere quelli necessari per cucinare e lavarsi, alimenti in scatola, coperte, un kit di pronto soccorso, una torcia con batterie e una radio FM a manovella. E soprattutto contanti, indispensabili nell’eventualità di un blocco dei sistemi di pagamento elettronici. “Chi può seguire questi consigli dovrebbe farlo”, ha sottolineato il ministro della Sicurezza Dan Jarvis, parlando di semplici precauzioni per rafforzare la capacità del Paese di affrontare le emergenze. La campagna sarà accompagnata da messaggi pubblicitari sui social e alla radio.

Dietro l’iniziativa, però, non ci sono soltanto le preoccupazioni per gli eventi meteorologici estremi. A lanciare l’allarme è stato anche il ministro della Difesa Wes Streeting, che ha invitato i britannici a prendere sul serio le minacce provenienti da Paesi ostili. “Termini come guerra ibrida e minacce nella zona grigia non riescono a trasmettere adeguatamente al grande pubblico quello che preferisco definire terrorismo sponsorizzato dagli Stati”, ha dichiarato. Parole accompagnate da un avvertimento tutt’altro che rassicurante: “Queste minacce non sono ipotetiche, ma reali. E non riguardano luoghi lontani, ma sono sempre più presenti qui”.

Il timore riguarda soprattutto possibili cyberattacchi capaci di paralizzare i pagamenti elettronici, interrompere le catene di approvvigionamento e mettere in ginocchio infrastrutture strategiche. Del resto, proprio in concomitanza con il lancio della campagna, 32 siti governativi britannici sono stati disattivati precauzionalmente dopo la scoperta di una vulnerabilità informatica. Il National Cyber Security Centre ha inviato 50mila segnalazioni alle organizzazioni potenzialmente interessate. Un episodio che riaccende i riflettori sulla dipendenza delle società moderne dalle infrastrutture tecnologiche.

Sullo sfondo resta la Russia. Le navi spia di Mosca sono state individuate dalla Royal Navy mentre monitoravano cavi e condutture sottomarine che collegano il Regno Unito al continente europeo. Infrastrutture che, in caso di sabotaggio, potrebbero provocare conseguenze gravissime. Non a caso, Streeting ha insistito sulla necessità di prepararsi anche ad azioni ostili che non arrivino a configurare una guerra aperta.

Programmata prima della stagione delle tempeste invernali, la campagna punta a portare Londra in linea con Francia, Irlanda e Paesi Bassi, dove già si raccomanda alle famiglie di attrezzarsi per tre giorni di emergenza. Per trovare un precedente britannico di simile portata bisogna tornare al 1980, quando il governo diffuse “Protect and Survive”, una campagna che spiegava ai cittadini come sopravvivere a un attacco nucleare, costruendo rifugi domestici e accumulando provviste per due settimane. Oggi lo scenario è diverso, ma il messaggio torna d’attualità: prepararsi ad affrontare il peggio.

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