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Cronaca internazionale

Paraguay nel caos, tre milioni di clienti con i conti bloccati: lo scandalo bancario travolge il presidente Peña, che si dimette

Il crac di Ueno Bank coinvolge anche 355 milioni di dollari della previdenza pubblica. Otto dirigenti finiscono sotto inchiesta, mentre cresce l’incertezza sui risparmi

Una banca privata cresciuta con conti digitali, carte e pagamenti via app è diventata il centro di una crisi che scuote il Paraguay. È Ueno Bank, l’istituto con quasi tre milioni di clienti che, dopo l’intervento delle autorità, si sono ritrovati senza accesso al proprio denaro. Il blocco dei risparmi ha coinvolto famiglie e risorse pubbliche, mentre le contestazioni sui rapporti tra banca e governo hanno portato il presidente Santiago Peña ad annunciare le dimissioni.

Dalla crescita digitale al blocco dei conti

Ueno operava come società finanziaria prima di ottenere l’autorizzazione bancaria nel 2023. Servizi accessibili e promozioni ne hanno accompagnato l’espansione, fino all’emergere di gravi problemi di patrimonio. Il 2 novembre la Banca centrale del Paraguay ha deciso di avviare la risoluzione, la procedura per gestire un istituto in difficoltà: il capitale disponibile rispetto ai rischi assunti era sceso sotto la metà del minimo richiesto.

I fondi della previdenza dentro la crisi

Tra le risorse coinvolte ci sono quelle dell’Instituto de Previsión Social, l’ente paraguayano che gestisce previdenza e assistenza sanitaria. La sua esposizione verso Ueno ammontava a 355 milioni di dollari, circa il 9% del portafoglio degli investimenti. La banca curava inoltre il pagamento delle pensioni di circa 32 mila persone. Il dissesto ha così assunto una dimensione pubblica, affiancando alle difficoltà dei correntisti le preoccupazioni per il recupero dei fondi dell’ente.

I legami con Peña e le dimissioni

La crisi ha raggiunto il presidente per i suoi precedenti rapporti d’affari e per le nomine ai vertici della vigilanza. Peña era stato azionista del Grupo Vázquez, legato a Ueno, fino al marzo 2025 e ha respinto le accuse di rapporti impropri. Nel 2023 aveva nominato alla guida della Banca centrale Carlos Carvallo, già dirigente della finanziaria Ueno. Dopo l’intervento sull’istituto, Carvallo ha presentato le dimissioni e il 5 novembre anche Peña ha annunciato il proprio passo indietro.

Le indagini e la partita dei rimborsi

L’inchiesta ha portato all’emissione di mandati d’arresto per otto dirigenti, poi consegnatisi alle autorità, e al congelamento dei loro beni; per alcuni sono stati successivamente disposti i domiciliari. Mentre proseguono le indagini, i clienti attendono di conoscere tempi e modalità dei rimborsi. Il blocco dei conti non consente di quantificare le perdite definitive: il recupero del denaro dipenderà dalle garanzie applicabili e dalle risorse disponibili attraverso la gestione della crisi.

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