Il quinto atto della mobilitazione studentesca francese degenera nel cuore della capitale, tra barricate, lacrimogeni e cannoni ad acqua. Quella che doveva essere un’altra giornata di proteste per chiedere maggiori investimenti nell’istruzione pubblica si è trasformata, nel tardo pomeriggio di oggi, in una guerriglia urbana nel cuore della capitale.

A Place Vauban, a pochi passi dall’Esplanade des Invalides, punto di arrivo del corteo studentesco, la tensione è esplosa tra cariche della polizia, lanci di oggetti e incendi. La manifestazione, partita alle 14.00 da Place d’Italie era diretta verso gli Invalides, non lontano dalla sede del ministero dell’Istruzione e da Matignon. Il presidente Emmanuel Macron, prima delle manifestazioni, aveva invitato alla calma, chiedendo che la mobilitazione si svolgesse nel rispetto delle persone e dei beni.
Évacuation en cours de la Place Vauban à Paris après les grosses tensions. La police sature l'air de gaz lacrymogène. Utilisation du canon à eau. #Paris #13octobre https://t.co/yPLee4GUuM
— Luc Auffret (@LucAuffret) October 13, 2026
Un’automobile è stata data alle fiamme sul boulevard des Invalides, costringendo le forze dell’ordine a istituire un perimetro di sicurezza intorno al veicolo, successivamente spento dai vigili del fuoco. Nei pressi della stazione della metropolitana Duroc è stato inoltre vandalizzato un negozio della catena di enoteche Nicolas. La situazione è progressivamente degenerata quando i reparti antisommossa sono intervenuti per disperdere i gruppi più violenti. Secondo Europe 1, intorno alle 17.30 gli agenti hanno fatto ricorso anche ai cannoni ad acqua.
Des images tournées près de la station de métro Duroc ce mardi, à Paris, montrent la dégradation d’un magasin Nicolas en marge des manifestations lycéennes. Un peu plus tard, une voiture BMW est filmée en feu. https://t.co/jVdAkmD1CS
— Le Figaro (@Le_Figaro) October 13, 2026
Gli incidenti parigini rappresentano soltanto uno dei fronti di una mobilitazione che oggi ha interessato numerose città francesi, tra cui Lione, Nantes, Marsiglia e Strasburgo. Secondo i dati del ministero dell’Interno, oltre 161mila persone sono scese in piazza in tutto il Paese, un numero inferiore alle 266mila registrate nella precedente giornata nazionale di protesta. Le organizzazioni studentesche e sindacali hanno invece rivendicato una partecipazione di circa 480mila manifestanti, evidenziando una significativa divergenza tra i conteggi ufficiali e quelli degli organizzatori.
Gli studenti seguitano a denuncire classi sovraffollate, edifici scolastici degradati, carenze croniche di insegnanti e orari giudicati insostenibili. A queste rivendicazioni si aggiunge la richiesta di abolire Parcoursup, la piattaforma nazionale di accesso all’istruzione superiore, considerata dai manifestanti uno strumento che accentua le disuguaglianze.
L’Union syndicale des lycéens continua a chiedere un piano straordinario da 10 miliardi di euro per gli istituti superiori. Il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha annunciato il dispiegamento urgente di 3mila insegnanti supplenti nelle scuole maggiormente in difficoltà, ma le organizzazioni studentesche giudicano insufficienti le risposte dell’esecutivo.
A rendere ancora più delicata la situazione per l’Eliseo è la progressiva politicizzazione del movimento. Questa mattina l’attivista Greta Thunberg ha raggiunto gli studenti del liceo Paul-Éluard di Saint-Denis, nella periferia settentrionale di Parigi, uno degli istituti simbolo della protesta. Anche Jean-Luc Mélenchon, leader della sinistra radicale di La France insoumise, ha partecipato alla mobilitazione parigina, denunciando sui social quella che considera una risposta sproporzionata delle forze dell’ordine. Sul fronte opposto, Marine Le Pen ha condannato le violenze e sostenuto la necessità di attribuire ai responsabili dei danneggiamenti, o ai genitori nel caso dei minorenni, i costi delle riparazioni.
La protesta studentesca rischia ora di saldarsi pericolosamente con altre forme di malcontento sociale. Tra le organizzazioni studentesche si discute della possibilità di una convergenza delle mobilitazioni il prossimo 17 ottobre, in occasione delle iniziative contro il carovita. Oggi, infatti, le organizzazioni giovanili presenti alla manifestazione di Parigi (Unione degli studenti delle scuole superiori, Unione studentesca, Unef, Fage) hanno invitato ad aderire al movimento dei gilet gialli sabato, che dovrebbe includere manifestazioni ufficiali e blocchi stradali.
