«Giorgia Meloni deve smettere di criminalizzare il dissenso e chi protesta...» la segretaria del Pd, Elly Schlein li ha già assolti quelli di «Generazione Gaza», così si fanno chiamare quei bravi ragazzi che ieri hanno messo a ferro e fuoco il centro con bombe carta, sassaiole, transenne lanciate contro le forze dell’ordine, contro le vetrine dei negozi. Ma non è la sola a spiegarci che pro Pal, maranza, studenti incappucciati e violenti che non protestano ma fanno guerriglia vanno capiti. Carlotta Cossutta, candidata alle primarie per il centrosinistra li ha già capiti: «La politica abbandoni i mantra di condanna e apra le orecchie per ascoltare quello che questa generazione sta chiedendo a gran voce. Non sono facinorosi, hanno la giusta rabbia di ragazzi a cui la politica sta togliendo il futuro». Amen. Ieri sera però piazza del Duomo alla fine degli scontri era un drammatico campo di battaglia con immagini di devastazione, fuochi accesi, auto delle forze dell’ordine distrutte, non un’anima in giro come se fosse scattato il coprifuoco in una città in guerra. E questi sono fatti, c’è poco da strumentalizzare. Ma nel racconto che la politica manifestante fa della protesta (sacrosanta quando non degenera) c’è sempre una piazza buona e una piazza cattiva e poi un gruppetto di delinquenti che rovina tutto, che nessuno sa da dove vengano, chi siano, come mai si siano infiltrati. E allora un consiglio dato da chi ha qualche primavera e ricorda le manifestazioni di un tempo quando la sinistra (quella vera) aveva servizi d’ordine che non si perdevano in chiacchiere ma impedivano a chi aveva brutte intenzioni di entrare nei cortei. Si faccia così. Altrimenti, come cantava Fabrizio de André «anche se vi credete assolti, siete tutti coinvolti».
