Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 15:42
Cronaca locale

Scontri a Mestre, sette agenti feriti. I negozi abbassano le saracinesche

Il corteo, partito da Piazzale Cialdini per dirigersi verso Corso del Popolo, aveva ricevuto precise disposizioni dalla questura: era fatto divieto di passare dalla rotonda di via Torino al cavalcavia, con l’obbligo di proseguire lungo via Gozzi. I manifestanti hanno però tentato di forzare il cordone della polizia, violando le prescrizioni e innescando lo scontro con le forze dell’ordine

Mestre manifestazione

Sette agenti con le ossa rotte a Mestre e i negozianti di Rialto che, alla sola vista delle bandiere, sbarrano le porte come se stesse arrivando Attila. È questo il bilancio della manifestazione svoltasi questa mattina tra Mestre e Venezia, culminata in una, seppur breve, colluttazione con la polizia.

Il corteo, partito da Piazzale Cialdini per dirigersi verso Corso del Popolo, aveva ricevuto precise disposizioni dalla questura: era fatto divieto di passare dalla rotonda di via Torino al cavalcavia, con l’obbligo di proseguire lungo via Gozzi. I manifestanti hanno però tentato di forzare il cordone della polizia, violando le prescrizioni e innescando lo scontro con le forze dell’ordine.

Il capo contingente ha riportato la frattura di un dito, mentre gli altri operatori hanno subito traumi agli arti e alle articolazioni. «Il numero purtroppo è ancora provvisorio, ma misura la gravità degli attacchi subiti da chi è in piazza per garantire l’ordine pubblico e la sicurezza di tutti», ha dichiarato Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp. Durante i disordini, la fiancata di un mezzo della Polizia è stata inoltre imbrattata con la scritta «Acab». A Venezia, invece, il tutto si è trasformato in una pochade di basso livello. Lì il leitmotiv è stato il vecchio saggio: «prevenire è meglio che curare».

La manifestazione a Mestre

I commercianti di Rialto, infatti, poco prima dell’una, sentendo arrivare il rumore dei tamburi e le urla dei manifestanti da Strada Nova, hanno preferito abbassare le saracinesche. Meglio non rischiare dopo le vicende di Milano. La strada, tipicamente invasa dai turisti, ha fatto da argine al fiume in piena dei manifestanti. Il corteo, partito di buon mattino da Campo Santa Margherita dopo aver paralizzato Piazzale Roma, ha marciato trionfante lungo le principali arterie della città. Prima l’occupazione di Campo San Bartolomeo al grido di «noi vi occupiamo la città», poi la scalata alla statua di Carlo Goldoni e, infine, la vestizione del monumento con la bandiera palestinese e quella antifascista.

Non sono mancati poi gli attacchi ai futuristi di Vannacci, che proprio in questi giorni si stanno ritrovando con altri esponenti dell’estrema destra europea all’isola di San Servolo per un convegno organizzato dalla Sovereignty Foundation.

Commenti