C'è una garçonnière tra i guai del pm che indaga su Etruria

Il procuratore di Arezzo utilizzava una casa finita in un'inchiesta

Un appartamento con vista sulle colline della Val di Chiana. Roberto Rossi, il procuratore dell'inchiesta sul crac di Banca Etruria, s'intratteneva in quei locali, rifiniti con una certa eleganza. Una storia andata avanti a lungo, un anno e mezzo circa fra il 2010 e il 2011, tanto che alcuni condomini si erano lamentati con gli amministratori della società proprietaria della casa. «Quell'andirivieni di ragazze non ci andava a genio», racconta al Giornale Emiliano, uno dei sedici abitanti del complesso, alle porte di Arezzo. «Noi volevamo tranquillità e invece Rossi arrivava per primo, poi le sue amiche, una in particolare su una Mercedes».

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