lo spilloAnche il gulag ormai è diventato un «bene comune»

Talvolta non basta un curriculum lungo un chilometro per evitare scivoloni. La quarta di copertina di Contro riforme (Einaudi), nuovo saggio di Ugo Mattei è generosa di informazioni sull'autore: professore di diritto civile all'Università di Torino, professore di diritto comparato all'Università della California, avvocato cassazionista, redattore dei quesiti referendari sui beni comuni, vicepresidente della commissione Rodotà, presidente di Arin/Abc Napoli. Il libro è un attacco alla proprietà privata e al mercato in nome dei «beni comuni» (Mattei ha scritto per Laterza Beni comuni, un manifesto). In un capitolo, si legge che gran parte dell'innovazione giuridica occidentale fu stimolata «dagli straordinari progressi» introdotti da Lenin «ottimo giurista» nella prima parte degli anni Venti. Tra questi progressi, fecondi di novità negli anni Trenta, c'è «la funzione rieducativa della pena». Ecco spiegato a cosa servivano i Gulag.

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