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Alla fine di agosto a Parigi si è cominciato a parlare di «tassa sulla Coca Cola», simile a quella su tabacco e alcolici. Il governo guidato da Nicolas Sarkozy ha inserito all'interno della manovra economica varata per ridurre il deficit una misura di aumento dell'imposizione fiscale su Coca Cola, Fanta, Pepsi, Sprite, Orangina e tutte le «bevande gassate a zucchero aggiunto». Salvi dunque, i succhi di frutta e le bevande senza zucchero. Il primo ministro François Fillon ha spiegato che si tratterebbe di una «tassa anti obesità», inserita con l'obiettivo di scoraggiare i cittadini francesi a consumare le bevande zuccherate che possono favorire l'aumento di peso. «Nel 1997 erano obesi l'8,5 per cento dei francesi, oggi siamo al 15 per cento», ha aggiunto Fillon. Il balzello, che è ancora in discussione, dovrebbe essere di un centesimo a lattina, dovrebbe partire nel 2012 e fruttare alle casse dello Stato 120 milioni di euro.

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