Divisi Due popoli uniti solo dalla monarchia e dal calcio

Sette milioni e 726mila belgi. Ma in realtà un Paese sull’orlo di una crisi di nervi, profondamente diviso fra due comunità che non è improprio definire come «etnicamente» diverse. A Nord e a Sud di una frontiera linguistica stabilita nel 1963, che divide le Fiandre dalla Vallonia: i fiamminghi e i francofoni frequentano scuole con programmi e metodi pedagogici diversi, leggono giornali diversi, guardano canali tv diversi, votano per liste e partiti diversi e non hanno momenti di identificazione se non per la monarchia, il governo federale e la nazionale di calcio, uniti da fisco, sicurezza sociale, bilancio statale, con il suo enorme debito pubblico, e dalla capitale Bruxelles, unica regione bilingue del Paese. Lo scontro è fra due concezioni radicalmente diverse e inconciliabili: i fiamminghi pretendono che chi vive nelle Fiandre accetti il monolinguismo fiammingo, i valloni invece invocano il diritto di usare la propria lingua dovunque ci si trovi nel proprio Paese.

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