E Zaia muove il cavallo nella sfida a scacchi per la nuova agricoltura

Contro l’ignoranza dei «bambini metropolitani che non hanno mai visto un animale da stalla», contro «la plastica che in Occidente è come una nuova pelle che copre cibi che nel frattempo hanno perso colori e sapori, sostituiti da una lucentezza innaturale», Luca Zaia invoca una «mossa del cavallo, quella tattica del gioco degli scacchi che serve a rompere l’ineluttabilità di una partita». Così il ministro per le Politiche agricole nel suo libro Adottare la terra (per non morire di fame) (Mondadori, 113 pagine, 17 euro) incita il mondo tutto a darsi una mossa, per non dover vedere morire la propria agricoltura. Zaia, 41 anni, candidato per il centrodestra alla presidenza del Veneto, in questo volume espone una teoria culturale trasversale, non ideologica e, da buon leghista, dal forte indirizzo pragmatico: per salvare l’uomo dai suoi errori, occorre adottare la terra.
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