In arrivo la stangata sul diesel: governo pronto ad alzare le accise

Con la scusa dell'economia green mettono in ginocchio anche alberghi, bar e ristoranti: tassa sui rifiuti a carico delle piccole e medie imprese non congelata

In arrivo la stangata sul diesel: governo pronto ad alzare le accise

Alla faccia della ripresa economica. Il governo, piuttosto che concentrarsi e spendere energie per tentare di risollevare il Paese dopo le drammatiche conseguenze provocate dal Coronavirus, si prepara a mettere in atto una vera e propria stangata: da una parte sarebbe pronto l'aumento delle accise sul gasolio; dall'altra i giallorossi risultano essere completamente disinteressati a evitare che i Comuni pretendano il versamento della Tari, visto che spaventa (e non poco) la tassa sui rifiuti a carico delle piccole e medie imprese non congelata. E intanto per il diesel si prepara l'aumento delle accise.

La scorsa settimana è terminato il sondaggio online lanciato dal Ministero dell'Ambiente, con 327 figure - tra privati cittadini, imprese, associazioni e studiosi - che hanno lasciato i proprio suggerimenti sul tema: la consultazione riguardava alcune proposte di legge che mirano a rimuovere progressivamente dei sussidi considerati ambientalmente dannosi. Tra queste figurava anche la volontà di aumentare l'accisa sul gasolio per autotrazione, portandolo così a essere meno conveniente rispetto alla benzina. A intervenire a favore degli autotrasportatori è stato Confartigianato Imprese, che nella persona di Mauro Ciani ha voluto lanciare un avvertimento: “Se l’aumento delle accise sul gasolio azzerasse il gap che esiste tra quest’ultimo e la benzina, le conseguenze saranno a carico non solo di chi lavora nel settore ma, a caduta, anche dei i singoli cittadini”.

Mazzata su alberghi, bar e ristoranti

Tranne qualche rara eccezione, chi è intervenuto si è schierato a favore di una penalizzazione ulteriore del gasolio. Un risultato prevedibile. Come riportato da Libero, a partire dal mese di gennaio il prezzo alla pompa del diesel aumenterà per effetto della crescita dell'accisa. Al momento sul diesel grava un'accisa di 61,64 centesimi a fronte di un prezzo netto di 43 centesimi al litro; destinata ad aumentare addirittura oltre l'accisa applicata alla benzina, ora pari a 72,6 centesimi. In tal modo si vorrebbe spingere gli italiani a puntare sulle auto elettriche. Appare però evidente che del rincaro beneficerebbe l'Erario, con un extra gettito di oltre 17 miliardi da qui al 2030.

Vi sono poi da considerare pure i 5 miliardi di euro che le imprese del turismo e della ristorazione dovranno immediatamente versare sotto forma di tassa sui rifiuti: la Tari. E si rischia un salasso: qualora i Comuni dovessero mantenere invariate le norme per raccolta e smaltimento dei rifiuti, le piccole e medie imprese rischierebbero di dover onorare il tributo anche a fronte di incassi più che dimezzati. Contemporaneamente si tratta anche di una beffa, visto che durante il lockdown di marzo e aprile i rifiuti urbani sono diminuiti di circa 500mila tonnellate. "Nonostante l'emergenza Covid-19 abbia costretto tantissime imprese del commercio, del turismo e dei servizi a rimanere chiuse o, quando aperte, con attività notevolmente ridotta, la macchina infernale della burocrazia e l'esigenza dei Comuni di fare cassa rimettono in moto l'incubo della Tari", sostiene Patrizia De Luise, presidente nazionale della Confesercenti.

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