Il Tesoro colloca 7,75 miliardi di Bot. Tasso all'1,28%

C’era attesa per l’asta odierna dopo il declassamento di Fitch annunciato venerdì scorso. Per domani è prevista un’asta di Btp a 3 a 15 anni

C’era molta attesa per l’asta odierna dopo il declassamento di Fitch annunciato venerdì scorso. Il Tesoro ha collocato tutti i 7,75 miliardi di Bot annuali in asta oggi a un tasso pari all’1,28%, in aumento rispetto al tasso di 1,094% della precedente asta di febbraio. Il rendimento è il maggiore dall’asta di dicembre. Buona la domanda, pari a oltre 11,6 miliardi di titoli (1,502 volte l’offerta). Per domani è prevista un’asta di Btp a 3 a 15 anni.

Poco mosso lo spread tra il Btp e il Bund tedesco dopo l’asta Bot a un anno con tassi in rialzo. Il differenziale sale a 313 punti base dai 311 dell’apertura col tasso sul decennale al 4,61%. Il divario Roma-Madrid, invece, si restringe ulteriormente a 8,4 punti. Anche la Spagna ha collocato titoli di stato ma con tassi in calo e una buona domanda.

 

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Commenti
Ritratto di Zagovian

Zagovian

Mar, 12/03/2013 - 12:07

Chi li ha comperati?

Roberto.C.

Mar, 12/03/2013 - 15:24

Purtroppo la maggior parte degli Italiani non sanno che le emissioni dei Titoli di Stato, le famose “aste “, sono in realtà CAMBIALI che lo stato firma per la sua incapacità di mantenere la spesa pubblica al pari delle sue entrate e nonchè la gestione del costo del carrozzone politico/amministrativo. La stragrande maggioranza non sanno inoltre che, il motivo principale del debito pubblico, è stato causato dallo stravolgimento dell' articolo 81 della costituzione, dal suo testo originale, da parte della corte costituzionale. Di seguito la ragione primaria del debito pubblico. Autorizzazione a spese superiori alle entrate Una delle critiche più frequenti fatte alla Corte Costituzionale è quella di avere autorizzato, con la sentenza del 1966, il diritto da parte del Governo e del Parlamento di procedere ad una spesa pubblica più elevata rispetto alle entrate dichiarate dal bilancio, producendo così un aumento sconsiderato del debito pubblico. L'articolo 81 della Costituzione italiana,originale, recita infatti: « Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese.Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte. » (Articolo 81, commi III e IV, della Costituzione della Repubblica Italiana) Questa norma, introdotta dai costituenti, per evitare o arginare l'aumento del debito pubblico, venne definita da Luigi Einaudi: « Un baluardo rigoroso ed efficace voluto dal legislatore costituente, allo scopo d'impedire che si facciano maggiori spese alla leggera, senza prima aver provveduto alle relative entrate. »(Luigi Einaudi) Nel 1966 però, la Corte Costituzionale pronuncia una sentenza che dichiara: « È consentita la possibilità di ricorrere, nei confronti della copertura di spese future, oltre che ai mezzi consueti, quali nuovi tributi o l'inasprimento di tributi esistenti, la riduzione di spese già autorizzate, l'accertamento formale di nuove entrate, l'emissione di prestiti e via enumerando, anche alla previsione di maggiori entrate.»(Corte Costituzionale, 1966) In questo modo viene autorizzato, seppur di soppiatto, lo scavalcamento del dettato costituzionale e viene consentito al governo di turno di spendere soldi anche in previsione d'entrate future, dando di fatto il via all'esplosione del debito pubblico italiano. Questa decisione procurerà una denuncia d'incostituzionalità da parte della Corte dei Conti, che però rimarrà inascoltata!!!! Cordiali Saluti

Roberto.C.

Mar, 12/03/2013 - 15:39

Le BANCHE e le banche governative dei paesi che un giorno ci governeranno!!!!!