Gli esperti Il sociologo: la rete aiuta il successo. Lo psichiatra: il vaticinio placa l’angoscia

«Certi fenomeni di consacrazione nascono da una forte partecipazione, intesa non come quantità di persone ma aggregazione di “tutti quelli che...”». Così Alberto Abruzzese, docente di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi allo Iulm di Milano, spiega il successo di «Lost», la serie culto che ha chiuso i battenti domenica sera in America. «Perché - sottolinea Abruzzese - internet consente una forte relazione tra i fan, permettendo loro una costante conversazione e uno scambio di idee». Quanto all’ultima puntata, vero evento mediatico mondiale, secondo lo psichiatra Massimo Di Giannantonio «l’interesse che ha suscitato è lo stesso che governa da sempre gli esseri umani, che si affidavano ai vaticini: cercare disperatamente di conoscere il futuro, il destino. Sapere come le vicende degli altri finiscono risponde al bisogno di sapere come finiranno le proprie. Tutto per placare l’angoscia dovuta all’indeterminatezza e al rischio del destino».

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