Gli elettori armeni hanno confermato Serzh Sarkisyan alla presidenza della Repubblica con il 58 per cento dei voti. Sono state elezioni cruciali per la piccola Repubblica cristiana ex sovietica del Caucaso, schiacciata tra la Turchia (sua nemica storica con la quale da alcuni anni i rapporti sono faticosamente migliorati) e l'Azerbaigian, altra Repubblica ex sovietica musulmana con la quale l'Armenia ha un contenzioso territoriale aperto da vent'anni per l'enclave del Karabakh. Le elezioni erano state funestate lo scorso mese dal tentativo di uccidere un altro candidato, Paruyr Hayrikyan, episodio ancora avvolto nel mistero. Le autorità di Erevan sperano che non si ripetano gli scontri che nel 2008, quando Sarkisyan fu eletto per la prima volta, causarono 10 morti.
Le tre principali forze di opposizione, che hanno 48 su 131 seggi in Parlamento hanno boicottato l'appuntamento e non vi erano candidati in grado di fare davvero concorrenza a Sarkisyan: ciononostante il suo principale rivale, l'ex ministro degli Esteri Raffi Hovannissian, ha ottenuto il 32 per cento dei voti. Le operazioni di voto si sono svolte tra episodi di tensione: un uomo ha addirittura mangiato la scheda elettorale ricevuta al seggio.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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