IL CREMLINO «Nessuna agenzia di pr dietro l'articolo del presidente sul Nyt»

La sua firma in bella vista sulla pagina dei commenti del New York Times è rimbalzata in ogni angolo del mondo. Ma dopo le parole, le polemiche. Così ora il Cremlino è costretto a negare la notizia che la presidenza russa abbia pagato l'agenzia di pubbliche relazioni «Ketchum» 23 milioni di dollari delle casse statali per migliorare l'immagine della Russia all'estero. Il piano - si era detto - avrebbe incluso anche l'articolo sulla Siria scritto da Putin.
«Ketchum non ha avuto alcun soldo dall'amministrazione presidenziale. Continuiamo a cooperare con loro ma non c'è alcuna spesa statale diretta in questa cooperazione», ha spiegato all'Interfax Dmitri Peskov, portavoce di Putin, ammettendo però che «in base a questo contratto non statale qualche volta facciamo uso dei servizi della Ketchum nel nostro lavoro». No comment invece sulle notizie secondo cui la Ketchum avrebbe ricevuto 17 milioni da Gazprom: «C'era un bando, sono affari loro».

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