Guerra della pesca, Taiwan accusa le Filippine di omicidio

Per il presidente di Taipei Ma Ying-jeou l'attacco a un peschereccio che ha causato la morte di un pescatore è stato «un assassinio a sangue freddo»

Continua la «guerra dei pescherecci» nel mar della Cina meridionale, che vede coinvolti diversi Paesi le cui zone economiche spesso si sovrappongono. Alcuni giorni fa una nave di pattuglia inviata dal governo filippino ha sparato colpi di mitragliatrice contro un peschereccio taiwanese, e uno dei pescatori che era a bordo è rimasto ucciso. Taipei ha protestato e il presidente filippino Benigno Aquino si è scusato descrivendo l'accaduto come «una sfortunata e involontaria perdita di vita umana». Il presidente taiwanese Ma Ying-jeou ha però respinto questa «dichiarazione inaccettabile» e ha parlato di «omicidio a sangue freddo». Taiwan si aspetta una compensazione per i familiari delle vittime e un'inchiesta sul caso con conseguente punizione per i responsabili. La «guerra» continua.