REALPOLITIKAl Cremlino Kerry resta muto sui diritti umani

La collaborazione di Mosca per risolvere la crisi in Siria in cambio del silenzio sui diritti umani. Così alcuni analisti interpretano l'atteggiamento «soft» del segretario di Stato Usa John Kerry nei confronti del Cremlino. Prima di partire per Roma, il segretario di Stato ha incontrato «brevemente», nella residenza dell'ambasciatore Usa Michael Mc Faul, alcuni membri delle ong russe, vessate da una nuova legge che le bolla come «agenti stranieri». Ma il segretario di Stato Usa ha evitato di sollevare i temi più problematici come la legge Magnitski, le indagini sugli oppositori, gli arresti di manifestanti nel «caso Bolotnaia». «Ha detto tante belle parole ma di circostanza» commenta il direttore del Movimento per i diritti umani, Lev Ponomariov. Sulla repressione della società civile in Russia «vediamo che gli Usa chiudono gli occhi».

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