SIRIA, KERRY A ROMA «Italia cruciale per la pace»

Roma «L'Italia ha un ruolo cruciale per la pace in Medio Oriente». John Kerry arriva a Roma per la seconda volta in pochi mesi e insieme con il nostro nuovo ministro degli Esteri Emma Bonino affronta la delicata questione della regione più instabile del mondo. «Nelle ultime 24 ore Roma è stata un crocevia per discussioni diplomatiche molto importanti», dichiara nella conferenza stampa congiunta il segretario di Stato Usa, riferendosi agli incontri con gli inviati di diversi Paesi della regione, Israele incluso. La Siria è stato uno degli argomenti principali dei colloqui, con Kerry che ha richiamato la necessità di coinvolgere la Russia negli sforzi diplomatici e la Bonino che ha ribadito che la soluzione della drammatica situazione in quel Paese deve essere politica.

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Commenti

franco@Trier -DE

Ven, 10/05/2013 - 10:23

il vostro padrone yankee giudica li'Italia e vi dice cosa dovete fare.

mbotawy'

Ven, 10/05/2013 - 16:25

Cosa ne puo' sapere la Bonino di affari esteri e specilamente dell'odierno Medio Oriente,gli U.S.A. non sono Pannella! La posizione geografica dell'Italia,che rassomiglia ad una grande portaerei, e' un ponto(di lancio)importante per il quadro mediterraneo.

persio

Dom, 12/05/2013 - 17:42

La Bonino è d'accordo con Kerry? E quando mai un ministro degli esteri italiano ha manifestato disaccordo con la segreteria di stato USA dai tempi di Andreotti e Bettino? Certo, il nostro attuale ministro degli esteri non deve fare nemmeno appello al realismo politico per riuscire ad esserlo: per lei è un piacere ed un vanto. Il suo fazioso atlantismo è ben noto, come lo è la sua acritica adesione alle politiche dei governi israeliani, quali che siano. E' anche una europeista convinta, ma direi che questa sua convizione è da intendersi come una subordinata rispetto alla prima: il suo europeismo è confinato nello spazio lasciato libero dall'atlantismo filoamericano, se e quando lo spazio avanzi ovviamente. In questa prospettiva di volontaria subordinazione e di priorità va collocata anche la palese contraddizione tra il suo mantra di provenienza radicale sul rispetto delle regole e il fatto che, al seguito di Kerry, vada in giro a discutere di chi mettere al posto di Assad, calpestando allegramente le regole del diritto internazionale che vieta ingerenze negli affari interni di uno stato sovrano, salvo casi eccezionali e ben circoscritti. Il lato positivo della faccenda è che con un ministro degli esteri come la Bonino possiamo essere sicuri che non capiterà mai che si costituisca un gruppo di "Amici dell'Italia" che metterà all'ordine del giorno chi, come, quando, dovrà sostituire il governo di questo paese, "per il suo bene" ovviamente.