Europa Juncker: «Exit strategy non prima del 2011»

È un «orizzonte rosa pallido», da «dipingere in modo prudente», quello che ha davanti a sé l’economia europea. I segnali di stabilizzazione ci sono, ma la loro natura è ancora «fragile e friabile», tanto che occorrerà aspettare il 2011 per poter archiviare le misure eccezionali anti-crisi. Ma una volta che gli Stati membri agiranno «di concerto» per tornare alla normalità, il rientro dei deficit dovrà avvenire in modo spedito, con una correzione annua superiore allo 0,5%. È quanto ha dichiarato il presidente dell’Eurogruppo e premier lussemburghese Jean-Claude Juncker, nel corso del suo primo intervento davanti alla nuova commissione economica del Parlamento europeo. La exit strategy, sostiene Juncker, deve portare al raggiungimento di tre obiettivi principali: «Il ritorno alla sostenibilità dei conti pubblici, l’attuazione delle riforme necessarie e il ritorno al funzionamento dei mercati finanziari senza bisogno di sostegno».

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