L’Europa cerca qualcuno che possa sedersi al tavolo con Vladimir Putin per negoziare la fine della guerra in Ucraina. E tra i nomi presi in considerazione spunta anche quello di Giorgia Meloni. A rivelarlo è il Telegraph, secondo cui nelle ultime settimane sarebbero stati avviati contatti con diversi possibili candidati per rappresentare il Vecchio Continente nei colloqui con il Cremlino. Un ruolo delicatissimo, che potrebbe vedere protagonista proprio il presidente del Consiglio.
Il premier non è l’unica figura sul tavolo. Tra i potenziali negoziatori figurano anche il presidente finlandese Alexander Stubb, quello ceco Petr Pavel, il primo ministro danese Mette Frederiksen e il premier norvegese Jonas Gahr Støre. Al momento non esiste una candidatura ufficiale, ma le consultazioni diplomatiche sarebbero già cominciate.
A spingere le cancellerie europee verso questa soluzione è soprattutto la crescente preoccupazione per la gestione americana dei negoziati. Dopo oltre un anno di mediazione senza risultati decisivi, l’Europa teme che Donald Trump non rappresenti più adeguatamente gli interessi del continente. I tentativi della Casa Bianca di raggiungere un’intesa si sono arenati soprattutto di fronte alle richieste territoriali di Mosca, mentre le recenti pressioni su Kiev hanno alimentato ulteriori malumori.
“Quello che l’Europa ha imparato è che prima di tutto serve un consenso sulla necessità di negoziare con i russi”, ha spiegato al quotidiano britannico una fonte informata sulle discussioni. Il secondo passaggio, altrettanto importante, sarà trovare una posizione comune da portare al tavolo. Non è escluso, peraltro, che anziché affidarsi a un unico leader venga individuata una squadra di negoziatori, proprio per evitare rivalità tra le capitali e possibili veti incrociati. I precedenti tentativi di individuare una figura condivisa non hanno avuto successo. Anche il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa avrebbe rifiutato la proposta di assumere l’incarico.
Tra i candidati, Stubb può contare su un rapporto privilegiato con Trump, mentre Pavel vanta una lunga esperienza militare ai vertici della Nato. Proprio il presidente ceco ha sottolineato la necessità di individuare una o più personalità con un mandato condiviso, evidenziando come Putin non riconosca l’Unione europea come interlocutore autorevole e non voglia trattare con Ursula von der Leyen o Kaja Kallas. Pavel ha inoltre ipotizzato la possibilità di offrire a Mosca incentivi economici, compresa una graduale ripresa degli scambi commerciali, a condizione che la Russia accetti un cessate il fuoco e un serio percorso negoziale.
In questo scenario, la presenza della Meloni nella rosa dei possibili interlocutori rappresenta un segnale del ruolo che l’Italia potrebbe giocare nella partita diplomatica. Per ora si tratta soltanto di un’ipotesi, ma il nome del premier è tra quelli valutati per un compito che potrebbe rivelarsi decisivo per il futuro dell’Ucraina e dell’Europa.
