La favola infernale di Alfredino bimbo sepolto vivo

La straziante avventura di un bambino sepolto vivo l'abbiamo vissuta come una favola infernale. Abbiamo centellinato questo inferno secondo dopo secondo, senza riuscire a distaccarci da quel video che «mangia» il suo spettatore. Dobbiamo piangere per un bambino, ma dobbiamo anche aver paura di noi stessi. (...) Un bambino è il mondo. Non lo sa, ma lo rappresenta agli occhi degli adulti non corrotti. Un bambino è il mondo e quando lo si perde è anche un'idea del mondo che se ne va. Ma il segreto del mondo non andrebbe racchiuso in una scatola colorata, ancorché governata da gente abile, professionale, cauta. L'agonia non dovrebbe far spettacolo, anche se rigoroso. La morte non è mai un film, pur se questo film nasce da se stesso, senza premeditazione. La notte degli orrori insegnerà qualcosa a qualcuno di noi? Ci aiuterà a capire che la civiltà del raggio catodico e puramente informatico sta trasformandosi in un incubo perpetuo?
Giovanni Arpino - 26 maggio 1984

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