Il flop elettorale? Meglio Marx

Le buone cose di pessimo gusto della volgare quotidianità non interessano Fausto Bertinotti. Nella prima uscita pubblica dopo il disastro elettorale, l’ex presidente della Camera non parla di politica, ma di massimi sistemi molto moderni, come il «il lavoratore antropologicamente precario». «A qualsiasi domanda non avrei nulla da rispondere», ha gelato i cronisti. Poi, erre moscia di ordinanza, ha presentato il libro «Miseria dello sviluppo» di Piero Bevilacqua: «La lunga marcia verso la catastrofe di questo capitalismo continuerà», ha ottocentescamente profetizzato. Nel frattempo, la catastrofe ha toccato Rifondazione. E a Bertinotti viene da ricordare la battuta di Corrado Guzzanti su Amedeo Nazzari: che Marx «È mmorto! Mortoooo!».
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