Franceschini, cameriere che sbaglia

Al tavolo 46 c’è stato un disguido: lui ha portato con destrezza il piatto di salsicce e patate e il cliente l’ha respinto: «Veramente avevo chiesto una grigliata mista». Sfortuna da principiante: in fondo era solo la terza volta che Dario Franceschini si misurava col servizio ai tavoli della Festa del Pd.
Dopo Genova e Reggio Emilia stavolta è capitato a Bologna, ristorante «I Castelli». Il segretario era in grembiulone bordeaux e sfoggiava un sorriso smagliante, nonostante la netta prevalenza di militanti emiliani con l’adesivo «Io voto Bersani» che lo circondavano: «Macché roccaforte diessina, qui sono a casa mia». E il vantaggio dello sfidante? «Siamo solo all’inizio». Peccato che, a gelare la buona volontà di Franceschini, ci si sia messo Lele Roveri, responsabile della Festa di Bologna: «Nel Pd non abbiamo bisogno di camerieri, ma di segretari».