Il «Generalísimo» da cancellare

Franco sì, Franco no. A trent’anni dalla morte del Caudillo si riapre la polemica sul più longevo dei dittatori europei. La pacifica transizione dall’autoritarismo alla democrazia, seguita alla sua scomparsa, fu considerata un buon risultato della sua prudente, anche se autoritaria politica. Ora l’attuale premier José Luis Zapatero, con l’iconoclastia tipica di certa sinistra, propone la cancellazione della memoria franchista con l’eliminazione delle immagini del Caudillo dalle piazze di tutta la Spagna e la riapertura delle fosse comuni dove giacciono i morti della guerra civile. Si viene così a spezzare quel «patto dell’oblìo» fra destra e sinistra che era stato rispettato da Felipe Gonzalez, presidente del Partito socialista spagnolo e premier dal 1982 al 1996.
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