Il Giro dice addio: «Togliamo il disturbo»

Sapessi com'è strano sentirsi indesiderati a Milano. Forse è solo un arrivederci, più probabilmente è un mesto addio. Qualunque cosa sia, resta un’occasione persa. Il Giro d’Italia gira al largo: novantanove su cento, dall’anno prossimo eviterà debitamente di concludere il suo pellegrinaggio di fatica e di colore nella città dov’è nato. Ormai è pressoché concluso l’accordo con Verona, che già nel 1984 ospitò la famosa tappa finale del sorpasso di Moser su Fignon, grazie alla fattiva collaborazione di un elicottero molto patriota. Ma queste sono solo storie di sport. A far rumore, adesso, sono i risvolti di cronaca e di costume, che stanno portando via da Milano uno dei suoi appuntamenti più tradizionali. Come e perché lo spiega senza tanti eufemismi Angelo Zomegnan, da un paio di stagioni a capo della grande macchina rosa.(...)

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