Giurato-eroe rinuncia all’incarico: doveva leggere 57 libri in due mesi

A volte i giornalisti sono ancora capaci di grandi gesti. Anche se non sempre apprezzati. È successo che il premio Azzeccagarbugli (istituito dalla Provincia di Lecco e dal gruppo Giovani di Confindustria Lecco), giunto alla sesta edizione e diventato ormai un “classico” per quanto riguarda il meglio del romanzo poliziesco, quest’anno abbia chiamato nella giuria letteraria un noto giornalista culturale, Armando Besio di Repubblica. Il quale, davanti all’elenco dei romanzi tra i quali scegliere la cinquina finalista, ha fatto i conti: avrebbe dovuto leggere i 57 libri candidati in meno di due mesi. Che significa più di un libro al giorno. «Non ce la posso fare», ha ammesso, rinunciando al posto di giurato. In un mondo in cui tutti straparlano di libri senza leggerne uno, un gesto nobilissimo (tanto più che il «gettone» era di qualche migliaio di euro). Eppure, per qualcuno dell’organizzazione e la stampa locale, il giornalista avrebbe dato prova di scarsa professionalità. Averne.

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