Una stretta contro le violenze durante le manifestazioni, pene più severe per le devastazioni di gruppo e l’applicazione del principio del «chi rompe paga», senza sconti legati all’età.
Il Consiglio dei ministri dà il via libera al decreto legge sul contrasto alla criminalità minorile, varato dopo i saccheggi che hanno interessato Milano e altre città italiane. Tra le misure l’introduzione del reato di partecipazione violenta a una manifestazione, l’ampliamento dell’arresto in flagranza differita e il rafforzamento dei controlli sul territorio. Per Milano è previsto inoltre l’arrivo di 500 militari a sostegno delle forze dell’ordine.
«Nasce un nuovo reato, la partecipazione violenta a una manifestazione, per il quale si rischiano fino a cinque anni di carcere e 20mila euro di multa; la pena aumenta per chi è a volto coperto o ha ferito qualcuno» spiega in un video Giorgia Meloni. La premier ribadisce anche il principio del «chi rompe paga»: per i danni provocati da minorenni potranno essere chiamati a rispondere i genitori, mentre sono previste procedure più rapide per ottenere il risarcimento dei danni ai beni pubblici e privati. «Alla giustizia minorile diamo più magistrati e più posti negli istituti, perché la certezza della pena valga anche per chi ha 16 anni», aggiunge.
Sul fronte penale, il ministro della Giustizia Carlo Nordio spiega che la nuova fattispecie riguarda condotte violente organizzate, commesse da gruppi di almeno cinque persone con l’impiego di mezzi atti a offendere o attraverso il lancio di razzi e bengala. Sono previste aggravanti per chi agisce a volto coperto e per gli organizzatori del gruppo. Il decreto amplia inoltre la possibilità di arresto in flagranza differita per specifici reati commessi durante le manifestazioni.
Nordio precisa che le nuove disposizioni non intendono limitare il diritto di protesta: «Il dissenso è il sale della democrazia, ma non deve mai esternarsi in modo violento». Il ministro annuncia anche misure per affrontare le carenze occasionali di magistrati quando si verificano numerosi arresti: il presidente del tribunale potrà chiedere alla Corte d’appello l’assegnazione immediata di giudici per garantire le convalide.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, poi, conferma il potenziamento della presenza militare a Milano, con 500 unità aggiuntive, e illustra le misure di prevenzione e risarcimento. Tra queste, sanzioni da 500 a 1.000 euro a carico dei genitori e strumenti più rapidi per il recupero dei danni. Il titolare del Viminale esclude che siano stati individuati collegamenti con gruppi antagonisti già esistenti, ma spiega che si sta lavorando per comprendere meglio la genesi del movimento. «Sono certo che in tempi brevi avremo elementi certi su chi o cosa c’è dietro».
Governo e maggioranza offrono pieno sostegno alle misure approvate. Il vicepremier Antonio Tajani si dice convinto che l’invio dei militari «permetterà di avere un controllo del territorio ancora più efficace» e i provvedimenti di tipo giuridico «renderanno più difficile ai minori delinquere senza alcun motivo». Sulla stessa linea Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati: «Il provvedimento tutela le forze dell’ordine e i commercianti danneggiati: lo Stato c’è». E Michaela Biancofiore plaude alla stretta, sottolineando che «nessuna rivendicazione può giustificare l’aggressione a un agente o la distruzione del lavoro e dei sacrifici altrui».
