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Governo

Pronto il decreto dopo gli scontri di Milano: fermo preventivo per i minori, arresto differito e divieto di aggregazione per i violenti. Tutte le novità

Il governo, dopo il week-end di scontri di piazza, interviene con nuove norme. Cinquecento militari in più sulle strade

Foto Filippo Attili/Palazzo Chigi/LaPresse 19/10/2026 Roma - Italia Politica Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Palazzo Chigi per la riunione sulla sicurezza DISTRIBUTION FREE OF CHARGE - NOT FOR SALE - Obbligatorio citare la fonte LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili

Estensione del fermo preventivo per i minori, misure anti-maranza e divieto di aggregazione per chi si rende responsabile di violenze di gruppo e devastazioni. Queste le novità del decreto legge che dovrebbe essere varato domani, come deciso nel vertice presieduto da Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, dopo gli scontri di Milano di questo fine settimana.

All’incontro, durato circa tre ore, hanno partecipato il vicepremier Antonio Tajani, i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, i ministri Matteo Piantedosi, Guido Crosetto e Francesco Lollobrigida. Presenti anche i vertici delle Forze dell’Ordine e dell’intelligence e, in videocollegamento, il vicepremier Matteo Salvini.

L’idea è quella di spostare alcuni provvedimenti contenuti nel disegno di legge Sicurezza, in conversione al Senato, in un decreto legge. Si valuta la possibilità di arresto differito per chi si rende protagonista di danneggiamenti di gruppo e tra i vari temi affrontati c’è stato spazio anche per parlare del rafforzamento dell’operazione Strade sicure a Milano, con l’invio di 500 uomini da parte dell’Esercito, come ha anticipato Il Messaggero. Il governo, poi, ha intenzione anche di inasprire le pene per i blocchi stradali, alla luce di quanto sta accadendo nel Sud d’Italia.

La Lega, infine, ha presentato un emendamento ‘anti-saccheggio’ alla proposta di legge sulla cittadinanza che punta ad inserire nuove cause ostative all’acquisto della cittadinanza e alla sua revoca. “Si prevede che lo straniero nato in Italia se condannato per reati contro le forze di polizia o per devastazione e saccheggio, al compimento dei 18 anni non possa ottenere la cittadinanza italiana”, spiega Igor Iezzi, primo firmatario della proposta di legge che oggi ha iniziato il suo iter nell’Aula di Montecitorio con la discussione generale.

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