I due volti di una città ammalata di pallone

(...) comuni. Roma, anche quella biancoceleste (bestemmia! Abominio!) dovrebbe essere orgogliosa di chi dimostra - anche per loro - che i sogni sono possibili. Difficili, ma possibili.
Dall’altra parte, quella laziale, c’è stato poco da sognare. Una stagione grigio-nera, in cui la massima soddisfazione per i tifosi è stato contribuire passivamente a non vedere gioire gli odiati cuginetti. Sul piano tecnico, due buoni derby persi immeritatamente, qualche buona prova specie nella gestione Reja, la soddisfazione di aver trovato in Floccari il bomber (forse) del futuro, la crescita di Muslera, il recupero (tardivo) di Ledesma, la buona prova complessiva della difesa, sesta per rendimento con 43 gol incassati. Ma anche l’involuzione di Zarate, autore di soli due gol e illuminatosi solo a sprazzi, l’addio di Pandev, la delusione Cruz. Si ricomincerà dalla vendita di Kolarov e di altri. I tifosi biancocelesti vogliono e meritano di esultare non solo per le sconfitte altrui.

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