I Green Day valgono un musical

In fondo è così: le buone canzoni vanno dappertutto. Quelle cattive si fermano subito. Quando i Green Day hanno pubblicato American idiot a fine 2004 si è subito capito che sarebbe stato uno dei migliori dischi del decennio: punk nello spirito e rock nei suoni. E pieno di singoli come Wake me when september ends o Boulevard of broken dreams. Risultato: dodici milioni di copie vendute. Ora American idiot è diventato un musical di Broadway e il cast ha ricantato le canzoni dell’album (con l’aiuto della band e qualche aggiunta dal nuovo 21st century breakdown), mettendoci quel tocco di barocchismo in più che depura il punk e lascia solo l’ossatura musicale. Non c’è null’altro da dire: è grandiosa. E ascoltarla così garantisce un’altra volta che, sì, la bella musica riesce ancora a sopravvivere al tempo che passa.

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