I precedenti La casta delle toghe: alla parola «riforma» incrocia le braccia

La giustizia in un numero? Sei milioni e 600mila cause civili pendenti. Parola della stessa Associazione nazionale magistrati. Solo per smaltire l’arretrato, ogni toga dovrebbe lavorare oltre un anno senza sosta. Ma non c’è pericolo che accada: anzi, appena nel dibattito politico ricompare la parola «riforma», il sindacato delle toghe minaccia di smettere di lavorare. Un riflesso condizionato, che ha portato negli ultimi decenni a centinaia di minacce e stati di agitazione, e a una media di uno sciopero ogni paio d’anni. La motivazione più di moda è la «difesa della Costituzione», ma spesso la ragione è più concreta: lo stipendio. Nel ’91 le toghe hanno scioperato per criticare nientemeno che il capo dello Stato. E pure durante il governo Prodi hanno minacciato rappresaglie in caso di tagli agli scatti (automatici) di carriera. Allarme rientrato. Per non far arrabbiare i giudici basta non toccare i loro privilegi.
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