Alberto dell'Utri: "Mio fratello ha vissuto vent'anni come in carcere"

Martedì la sentenza definitiva per l'ex senatore. Il gemello: "Gli hanno comunque rovinato la vita"

"Latitante? No, mio fratello non è un latitante. È un evaso". Il fratello gemello di Marcello Dell'Utri, Alberto, lo difende in un'intervista concessa alla Stampa, in cui parla degli ultimi vent'anni come di un periodo in cui l'ex senatore "è stato come in carcere, dietro le sbarre di accuse assurde".

Alberto Dell'Utri attacca chi accusa il fratello, che definisce "un perseguitato", sicuro che a suo carico non ci siano mai state prove concrete, ma piuttosto "racconti di pentti che hanno sentito da altri pentiti di contatti" con ambienti mafiosi. In parole povere: poco di concreto.

Martedì arriverà la sentenza definitiva per l'ex senatore, che potrebbe confermare la condanna a sette anni per concorso in associazione mafiosa. Il fratello, alla domanda se pensa che tornerà in Italia, dal Libano, dove si troverebbe ora per alcuni controlli, risponde di sì, "ma tanto non cambia niente, perché qualsiasi sia l'esito della sentenza gli hanno comunque rovinato la vita".

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