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Bilancio ok, alle imprese serve credito

È importante mettere al centro della manovra le imprese, stimolarle a crescere con mezzi propri, magari con premi a chi investe

A giugno riparte la cessione dei crediti: sul piatto 25 miliardi

Il caos del 2026 non finirà nel 2027. L’inflazione e il rallentamento economico, che sono ovunque in Europa, restano le componenti primarie dalle quali è necessario sganciarsi e risalire la china, il problema è come riuscirci. Il disegno della legge di Bilancio 2027 contiene elementi che in periodi diversi dall’odierno farebbero la differenza, ma che nell’attuale situazione internazionale rischiano di pesare poco. Il provvedimento non è una finanziaria dei poveri, semmai stimola e premia poco il potenziale di crescita delle aziende, in presenza di un impegno di spesa che si aggira intorno ai 26 miliardi di euro. A tentare di dare sollievo alla Sanità c’è un fondo di circa 3,5 miliardi, importo che eleva il totale di spesa annuale a sfiorare i 150 miliardi di euro e comprende l’aggiornamento degli stipendi del personale medico e sanitario e agevolazioni destinate ai ceti meno abbienti. Una boccata di ossigeno, per ridurre la pressione fiscale, arriva dall’innalzamento dell’aliquota fino ai 55 mila euro e dal regime forfettario per gli autonomi che raggiunge i 100 mila euro e dalla cedolare secca sugli immobili commerciali ridimensionata al 21%. Sprazzi di azzurro si possono intravedere per il rifinanziamento e nuove misure per il Mezzogiorno, con la conferma della detassazione per i rinnovi contrattuali e misure a sostegno della produttività aziendale. Infine i giovani ricevono una mini attenzione che purtroppo difficilmente basterà per ridurne un disagio essenzialmente derivante dal costo della vita. È importante mettere al centro della manovra le imprese, stimolarle a crescere con mezzi propri, magari con premi a chi investe, e non solo alleviarne la pressione tributarie con la flat tax. Così come serve poco imporre l’ennesima maggior tassazione sui profitti delle banche. Ben più utile far incrementare gli obiettivi di crescita delle partite Iva, grazie ai maggiori prestiti, che peraltro si tradurrebbero in migliori risultati e minori rischi anche per il credito.

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