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E la sinistra ora si infila nelle barricate dei camionisti

Conte salta da un presidio all’altro per lanciare frecciate contro il governo

Giuseppe Conte M5S in occasione presidio degli agricoltori della CIA in Piazza Monte Citorio. Roma, Giovedì 22 Ottobre 2026 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse) Giuseppe Conte (M5S) at the farmers' protest organized by the CIA in Piazza Monte Citorio. Rome, Thursday, October 22, 2026. (Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

Il campo largo si infiltra nella protesta. Un copione già visto, quasi una strategia per tenere il Paese in paralisi e ricavare un vantaggio elettorale. Per la sinistra i 175 milioni, inseriti in un decreto legge, e quindi subiti disponibili, sono «spiccioli brutti e sporchi». Nicola Fratoianni, leader di Avs, ha il comunicato pronto. La filastrocca è un disco rotto: «Nel decreto sui carburanti varato oggi dal Cdm ci sono solo pochi spiccioli e nessuna visione e quindi prima se ne vanno, prima portano il Paese al voto meglio è, per dare quelle risposte di cui questo Paese ha uno straordinario bisogno», affonda Fratoianni. I leader del Campo largo occupano tutti gli spazi della protesta. Giuseppe Conte «salta» da un presidio all’altro. A Roma è al sit-in degli Agricoltori della Cia fuori Montecitorio. Scherza e lancia frecciate alla presidente del Consiglio: «Meloni confeziona solo video patinati, ben costruiti, che verranno rilanciati da TeleMeloni. Venga in Parlamento, a confrontarsi con noi, faccia qualche conferenza stampa per rispondere a voi giornalisti. Deve prendere atto della realtà e smettere di guardare un Paese che non esiste», tuona. Il Campo largo vuole arruolare tutti: maranza, studenti, trattori e tir nell’alleanza. Angelo Bonelli, capo dei Verdi, boccia le misure: «Questo decreto del governo è irricevibile non solo per le risorse stanziate ma anche perché non c’è pianificazione e capacità di riforme dei settori coinvolti». Quali sono le contro-misure di Bonelli? Bloccare il trasporto su gomma perché inquina. Schlein, dall’assemblea per i 60 di Confprofessioni, bacchetta: «Chiediamo risposte concrete e immediate sul nodo del caro carburante. Abbiamo più volte dato il nostro contributo, abbiamo chiesto le accise mobili, di tassare gli extraprofitti alle società energetiche perché è giusto che in momento in cui le famiglie e le imprese non riescono a pagare bollette e carburante e molti hanno aumentato i loro profitti contribuiscano a far stare bene tutti». I quattro moschettieri del Campo largo, di colpo, sembrano aver ritrovato la bacchetta magica per risolvere le grane. Il responsabile economico dem Antonio Misiani rincara la linea: «Gran parte delle misure del decreto non sono di carattere strutturale ma interventi tampone per l’emergenza, in diversi casi già previsti nei mesi scorsi e sbloccati solo ora. Rimangono senza risposta le istanze di molte altre categorie colpite dalla crisi, dagli artigiani ai tassisti, fino ai pendolari, a cui mesi fa erano stati promessi aiuti che sono rimasti sulla carta». Fuori dai giochi politici, c’è chi promuove le misure del governo. E sono le categorie interessate. Come ConfAgricoltura che apprezza «la tempestività dello stanziamento e l’intervento della premier per riattivare la circolazione delle merci, scongiurando speculazioni alimentari».