Fassino si spezza sotto i «no» degli alleati

Invece di sedare gli animi della sua maggioranza, Piero Fassino ha dovuto sedare un forte mal di schiena, interrompendo a metà l'atteso vertice in Comune per fare una puntura di antidolorifico contro una fastidiosa lombalgia. Rappresentazione tangibile dei dolori che da mesi il primo cittadino di Torino deve subire dagli alleati che a forza di dire «no» hanno creato un'opposizione interna che infligge non pochi grattacapi al sindaco, accusato di una gestione «autocratica» e palesemente autistica. Del resto è stato lo stesso Fassino a fare autocritica: «Alcuni temi, come lavoro ed infrastrutture, non sono stati affrontati in maniera adeguata». Pungenti i commenti a fine riunione: «I ribelli hanno spezzato la schiena a Fassino e questa volta non basterà un'iniezione».

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