I cretini del Primo Maggio

Se il Primo Maggio è ancora la festa dei lavoratori non è più dato saperlo. E non è per la disoccupazione galoppante: certo, è complicato festeggiare il lavoro se uno il lavoro non ce l'ha; ma è ancora più complicato festeggiare al fianco di chi - non si sa con quale diritto - si prende la paternità della data per farne la giornata dell'idiozia e dell'odio. Insulti alla memoria di Marco Biagi e Antonio Manganelli; striscioni inneggianti a Luigi Preiti, l'attentatore di Palazzo Chigi; scontri tra la polizia e i centri sociali; cantanti, o pseudo tali, che sul palco del «concertone» di Roma non trovano di meglio che calarsi le braghe e mandare messaggi blasfemi. Da tutta Italia arrivano le immagini di chi, così facendo, ha mortificato e offeso la festa del lavoro. Perché, a quanto pare, certi cretini sono in servizio permanente: non riposano nemmeno il Primo Maggio.

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