Per compensare l’emorragia di iscritti tra i lavoratori negli ultimi anni, la Cgil punta a mettere il cappello sulle proteste studentesche. Fiutata l’aria, Maurizio Landini si è buttato a capofitto sul tema della scuola cercando di cavalcare le rivendicazioni giovanili per il proprio tornaconto politico. Il cavallo di Troia del sindacato rosso sono i gruppi studenteschi Udu (Unione degli Universitari) e Reds (Rete degli Studenti), non a caso le due organizzazioni hanno ricevuto nel 2023 130.000 euro dalla Cgil e 135.613 euro nel 2024 (con un contributo straordinario all’Udu di 5.613 euro). Oltre a cercare di soffiare sul fuoco delle proteste studentesche, il sindacato può contare sul supporto di una parte del corpo studente come testimonia quanto avvenuto ieri a Firenze. Durante l’occupazione del liceo Machiavelli-Capponi, 400 professori hanno sottoscritto un documento rilanciato dalla Cgil a sostegno della protesta. «Le ragioni...sono le nostre ragioni: no alla spesa per il riarmo, sì a investimenti nell’istruzione e nell’edilizia scolastica;
no a un’idea autoritaria e gerarchica dell’istruzione, sì alla scuola come luogo aperto, inclusivo e democratico», si legge sul sito della Cgil di Firenze.
Così, mentre gli studenti occupano il liceo, alcuni insegnanti in strada con il megafono leggono brani di libri contro la guerra, sul pacifismo, oppure sull’educazione sessuale e affettiva. Anche a Palermo, dove si è svolta una manifestazione promossa dalla Rete studentesca con 5mila partecipanti, i rappresentanti della Cgil erano al fianco degli studenti. Ieri è stata una giornata di passione nelle scuole con numerose occupazioni negli istituti superiori da Roma a Milano passando per Lucca, Palermo, Firenze. A rimetterci sono la maggioranza degli studenti italiani che si trovano impossibilitati a svolgere le lezioni. Come ha spiegato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara «il confronto in democrazia è fondamentale per questo ho valorizzato le consulte studentesche che sono rappresentative di tutti gli studenti italiani. È però falso che ci sia stata una diminuzione di risorse destinate alla
scuola in questi 4 anni». «Gran parte delle proteste che si svolgono in questi giorni non ha fondamento razionale, confrontiamoci, discutiamo ma partiamo da dati veri e non inganniamo gli studenti», ha aggiunto il ministro spiegando che «da questo governo dal 2022 ad oggi, in quattro anni quindi, abbiamo destinato 5 miliardi e 161 milioni; altre risorse lo saranno nei prossimi mesi». Poi ci sono le stime dell’Udu sulle borse di studio, che sono sbagliate. La copertura garantita dal ministero dell’Università, guidato da Anna Maria Bernini, riguarda il 99.8% degli aventi diritto. La coordinatrice Brizzola aveva sostenuto a Porta a Porta che la situazione delle borse di studio fosse compromessa. Ma i numeri dell’Andisu la smentiscono. «Piccoli Landini» crescono, insomma. Ma gli studenti meritano un’informazione trasparente e veritiera.
