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Lo psicodramma delle primarie. Nubi nere su Elly e Conte accelera

Il Correntone strizza l’occhio alla corsa a due. E il grillino tenta il contropiede: “Trattiamo sul programma”

Elly Schlein in occasione dell’ Assemblea nazionale del Partito democratico al Centro congressi La nuvola, Roma, domenica 18 ottobre 2026 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse) Elly Schlein during the Democratic party's national assembly, Rome, Sunday, October 18, 2026 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)

Sembrava fatta per Elly Schlein. Tutto pronto per l’incoronazione. Poi in un amen la scena è mutata. E sono riapparse le nubi. Attori protagonisti di questo cambio di clima e cielo: Dario Franceschini e Giuseppe Conte.

Prima è rispuntato il grande burattinaio del Pd con il suo fare democristiano. Un colpo al cerchio e l’altro alla botte. Una strizzata d’occhio a Elly Schlein, che resta la segretaria del Pd e dunque la sua capa, e un’altra a Giuseppe Conte, con cui ha condiviso il governo giallorosso, che resta motivo di vanto dalle parti del Nazareno, nonostante il superbonus. L’allievo di Benigno Zaccagnini conosce l’ars della mediazione. Sotto sotto se fosse per lui sarebbe preferibile una bella X in schedina, un pareggiotto dal sapore democristiano che renderebbe tutto più friabile, più rotondo, più controllabile. Un governissimo con tutto dentro o quasi dove lui gioca la parte del terzo uomo o del regista. Dario manovra le truppe del Correntone di Montepulciano, dentro cui ci sono anche gli speranziani nel senso di Speranza Roberto e gli orlandiani nel senso di Andrea. Insomma, Dario ha in mano la nomenclatura

democrat e una grande matassa di parlamentari che spostano l’asse o di qua o di là. E da ieri il correntone di Montepulciano è riunito appunto a Montepulciano per inviare un messaggio forte e chiaro ad Elly. Ma Franceschini prima di recarsi in Toscana si è servito del quotidiano progressista per eccellenza, la Repubblica. Un’intervista con tanto di richiamo in prima. Titolo: «Primarie a due Conte-Schlein non oltre gennaio». Non scontenta nessuno così. Perché Elly desidera che il duello all’ultimo voto con Giuseppi, e Giuseppi a sua volte mette fretta ad Elly

Ecco poi Conte entrare in scena. Mettere in dubbio, secondo un retroscena di Francesco Verderami apparso sul Corriere della Sera, l’idea che con Schlein non si vince. Retroscena, come da copione smentito. «Ricostruzioni fasulle», ha replicato ieri intervenendo agli Stati Generali di Alessandro Onorato nella Capitale. Addirittura, aggiunge l’avvocato del popolo, «noi siamo pronti: questa settimana ci dobbiamo vedere per iniziare a confrontarci sul programma». Parole che fanno esultare Angelo Bonelli di Alleanza Verdi Sinistra: «Felice e rasserenato che Schlein e Conte abbiano dato disponibilità

a un incontro già dalla prossima settimana per cominciare a confrontarci sulla costruzione del programma».

In questo quadro le truppe di Elly continuano a pensare che Schlein è la candidata naturale in qualsiasi scenario. Non a caso Marco Sarracino, membro della segretaria del Pd, nelle ultime 24 ore ha utilizzato queste parole: «Se ci sono degli alleati che chiedono di fare le primarie, noi pensiamo che la candidata naturale all’alternativa a Giorgia Meloni sia la nostra segretaria nazionale Elly Schlein, perché è anche il primo partito di maggioranza relativa tra le forze d’opposizione». Insiste Igor Taruffi, l’ombra di Elly Schlein: «Siamo l’unica sinistra in grado di vincere».

Ma va da sé dietro queste parole ufficiali c’è ancora oggi un lavorio sotterraneo per far saltare le primarie o comunque per indirizzare la corsa verso altri profili. C’è ovviamente l’idea - che raggiunge tutte le latitudini del Partito democratico - che un terzo nome potrebbe spuntare last second o comunque che Conte sarebbe più competitivo contro Giorgia Meloni. Insomma, le nubi non vanno più via.

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