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Mattarella: “Non rivolgersi ai giovani con indifferenza o meschina sottovalutazione”

Nei giorni degli scontri che vedono giovani e giovanissimi protagonisti, il presidente della Repubblica ha chiesto maggiore sensibilità

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito del Lavoro” ai Cavalieri del Lavoro nominati il 2 giugno 2026, ha effettuato un passaggio anche sui movimenti delle piazze di questi giorni perché, dice, “la società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione”.

Si tratta, ha aggiunto, “di una grande questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze della società. È un tema che influisce anche sulla nascita di nuove imprese. Il 2025 si e concluso con un saldo positivo: e un segnale incoraggiante”. Occorre, ha proseguito il capo dello Stato, “uno sguardo di ampia visione che, accanto alle necessarie scelte congiunturali, si proponga strategie adeguate nel farsi carico del malessere, del senso di insicurezza per il futuro che sovente i giovani avvertono, del timore di asservimento o di emarginazione. Tanto più in questi tempi così tumultuosi e incerti”. Le preoccupazioni del presente, ha aggiunto il capo dello Stato, “devono specchiarsi nell’impegno a progettare il futuro. In questo percorso rappresenta, per il nostro Paese, un grave peso il bilancio negativo delle migrazioni giovanili. Dobbiamo dar vita a condizioni per rendere attraente ai giovani il ritorno”.

E molti giovani, ha detto ancora, “rientrerebbero volentieri se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di potersi realizzare” perché le prospettive dei giovani sono, “com’è evidente, cruciali per determinare l’evoluzione della nostra società, della nostra economia, dei nostri modelli di vita”. E questo appuntamento, quindi l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro, “ricorda la qualità dell’impresa e del lavoro e il collegamento con lo studio. Rappresenta un opportuno e coinvolgente incontro tra generazioni, in una stagione in cui squilibrio demografico e accelerazioni tecnologiche rendono più problematica questa alleanza, o almeno la naturale trasmissione tra giovani e adulti che è vitale per costruire il futuro”.

Nelle fasi di incertezza, ha proseguito in un altro passaggio, “occorre il coraggio dell’innovazione. Non è il tempo del ripiegamento, del giardino di casa, della nostalgia ‘del bel tempo andato’ che non può tornare, ammesso che via sia effettivamente stato. Il tempo dell’innovazione richiede certamente coraggio e visione del futuro. Molte imprese dimostrano di non avere timore e, in questo rendono un servizio al Paese che deve sapientemente saperle accompagnare in questo sforzo”. Quindi, ha proseguito, “lo sviluppo del futuro richiede sostenibilità economica, ambientale e sociale. La protezione sociale e il welfare sono parte essenziale dello sviluppo: l’inclusione è alleato decisivo della crescita, non un costo improduttivo”.

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