Proiettili e minacce alla BoccassiniL'allarme lanciato dal procuratore Bruti Liberati

MilanoOltre una decina di lettere anonime, con insulti e minacce di morte: poi, mercoledì scorso, il salto di livello con una busta contenente due pallottole. Destinataria Ilda Boccassini, capo del pool antimafia di Milano. Ma le minacce non sono riferite all'attività condotta dalla Boccassini contro il crimine organizzato bensì al suo impegno nel processo «Ruby» a carico di Silvio Berlusconi. E il flusso di missive si è intensificato dopo la requisitoria con cui il procuratore aggiunto ha chiesto la condanna del Cavaliere a sei anni.
Alle lettere anonime di insulti, spesso a sfondo sessuale, Ilda Boccassini ha dovuto fare il callo fin dagli anni Novanta. Ma la missiva con i proiettili, arrivata direttamente nella cancelleria della dottoressa, ha spinto il suo capo, il procuratore Edmondo Bruti Liberati, a rendere noto con un comunicato quanto accaduto: precisando che «la Procura della Repubblica di Milano, con tutti i suoi magistrati, adempie e continuerà ad adempiere con immutata serenità al compito di svolgere indagini e sostenere l'accusa in dibattimento nel più rigoroso rispetto delle regole e garanzie processuali, fedele al principio costituzionale della eguaglianza di tutti di fronte alla legge».

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