A Roma «Svastichella» interrogato in carcere: «Ho solo reagito alla loro provocazione»

«Sono stato provocato e non ho niente contro gli omosessuali. Si è trattato di un’aggressione reciproca».
Lo ha detto Alessandro Sardelli, noto nel suo quartiere Laurentino 38 come «Svastichella», al gip del Tribunale di Roma che lo ha interrogato ieri mattina nel carcere romano di Regina Coeli. Una ricostruzione, quella di «Svastichella», che però non ha trovato nessun riscontro oggettivo.
Sardelli, assistito dall’avvocato d’ufficio Anna Maria Di Giacomo, è accusato di aver aggredito due omosessuali nella notte tra venerdì e sabato scorso, all’uscita del Gay Village all’Eur.
Sardelli ha raccontato che la sera dell’aggressione si trovava a Parco Rosati in compagnia di amici e della fidanzata e di essere stato insultato dalla coppia dopo il suo invito a interrompere le effusioni che i due si stavano scambiando. A quel punto avrebbe lanciato una bottiglia e ferito al petto con un pezzo di vetro uno dei due omosessuali. «Svastichella» ha aggiunto di non sapere nulla del coltello.

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