lo spilloE per Geppi Cucciari c'è poco da ridere

C'è stato poco da ridere al Concertone presentato dalla comica Geppi Cucciari, una che sembra sempre a un passo dallo «sfondare» ma non ci riesce mai. Poteva essere la sua occasione per fuggire dalla nicchia in cui è imprigionata, quella della gente che piace (solo) alla gente che piace. Invece esce ridimensionata dalla estenuante diretta televisiva di Raitre. Quel palco e quella platea sono troppo grandi per lei: nervosa come se le avessero levato il prezioso bifidus per una settimana; esagerata quando spara: «Siamo in 700mila»; impappinata ogni volta che l'imprevisto della diretta la costringe a improvvisare; mal supportata dagli autori che le farciscono il copione di freddure; imbarazzata quando deve recitare pistolotti impegnati. In una parola: pare sempre fuori posto. Gli unici momenti in cui appare (fin troppo) convinta sono quelli in cui ironizza sul Concertone medesimo. Ma allora che c'è andata a fare?

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