L’affronto Il collettivo fa festa per la strage

Camminando in via delle Fontane tra Gramsci e piazza della Nunziata è facile imbattersi in scritte offensive che contribuiscono al degrado, non solo estetico, di una città. Tra la slogan «Morte al Papa» e «Fasci boia» sui muri dei palazzi universitari, là dove ritorna anche «10. 100, 1.000 Nassiriya» non poteva mancare un atroce, spietato e disgustoso riferimento all’ultima strage che ha colpito i militari italiani impegnati nella missione di pace in Afghanistan. Questa volta nessuna iscrizione sui muri di Genova (almeno per ora), ma un cartellone dipinto in rosso con bomboletta spray. Nessuna parola, nessuno slogan esteso ma un gigantesco e aberrante «-6» per ricordare che (...)