L’antagonismo con la Biennale

Il 2011 offre due grandi mostre in antitesi. Il Padiglione Italia, alla Biennale di Venezia, curato da Vittorio Sgarbi, e «2001: Arte povera in Italia» evento che celebra il movimento del 1967 (si svolge a Roma, Torino, Napoli, Bologna e Milano). Questo il parere di Sgarbi: «Non capisco cosa c’entri l’Arte povera né con i 150 anni dell’Unità né con musei come il MaXXI. È stata importante negli anni ’60 e ’70 ma non è più “contemporanea”». Ed ecco le repliche: «L’Arte povera ha rotto con l’autorità. Comprensibile che un uomo di potere come Sgarbi cerchi di sminuirla» (Edoardo Cicelyn, direttore MaDRE di Napoli). «Sgarbi? In altri tempi e Paesi gli avrebbero messo la camicia di forza» (Gilberto Zorio, esponente del movimento).
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