L’intervento Ho troppa stima dei lettori del Giornale per preoccuparmi di un gioco

Caro Massimiliano,
a raccontar balle non sono capace. Tutt'al più a star zitto (non sempre: pensa a quell'astensione sul processo breve!) ma a raccontar balle no. Il «gioco» del candidato sindaco non mi piace, dal primo giorno. Tacevo per amicizia e stima, come ti ho detto. Ma intervistato da un tuo collega non ho mentito su quel che penso, e confermo.
Voglio parlare con il cuore a persone che stimo, come voi del Giornale. Perché buttare in «giochino» un argomento serio da cui dipende il futuro di Genova? Perché scatenare una gara di facce e simpatia senza un minimo di informazione su possibili programmi? E pazienza se il candidato «designato» ha solo da perdere, e gli altri hanno solo da guadagnare. Il punto vero è che il gioco rappresenta una quota minima dell'elettorato. Secondo i tuoi stessi calcoli, coinvolge in media 128 votanti abituali, anche se nessuno ricorresse all'acquisto di più copie del Giornale (il che probabilmente avviene). (...)

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