Lobby anti romana? Non serve ma la città impari a far pressione sul potere politico

di Carlo Maria Lomartire

Ha ragione Sergio Rotondo quando, replicando al mio intervento di sabato con cui denunciavo la tendenza di Roma a scippare le buone cose altrui - in particolare a Milano, dal Gran Premio di Monza alle sfilate di moda - ammonisce a non piangersi addosso. Non è nelle tradizioni di questa città l’autocompatimento. Milano si rimbocca le maniche e fa da sé. Rotondo contesta l'esistenza di una «lobby romana» che, agendo sul potere politico, ottenga privilegi per la capitale. Ha ragione, non esiste una lobby romana in senso proprio: io parlavo della capacità di pressione che la città esercita sul potere politico (...)