Milano, capo della Mobile il figlio di Boris Giuliano ucciso dalla mafia nel ’79

Quando suo padre venne ucciso con un colpo di pistola alla nuca dal mafioso Leoluca Bagarella, lui aveva solo 12 anni. Ieri, a trent’anni da quel 21 luglio 1979, Alessandro Giuliano si è insediato in uno degli incarichi più prestigiosi per un investigatore: quello di capo della Squadra mobile di Milano.
Seguendo le orme del padre, quel Boris Giuliano che da capo della Mobile di Palermo indagò sulla morte del giornalista Mauro De Mauro, Alessandro si è fatto apprezzare nella polizia. Dopo le esperienze già a Milano, a Napoli e a Roma, è stato a Padova, dove ha catturato il serial killer Michele Profeta. Prima del ritorno in Lombardia è stato alla guida della Mobile di Venezia, dove ha indagato su Unabomber. Ora, a soli 42 anni, approda in una delle città chiave, spesso trampolino di lancio per la carriera dei funzionari. Giuliano prende il posto di Francesco Messina, nominato vicequestore vicario a Bergamo.

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