Il caso Fendi e D&G non sono in calendario

Novantasette sfilate, per un totale di 182 collezioni. Sono i numeri del calendario di Milano Moda Donna, «rifatto» in fretta e furia dalla Camera della Moda dopo il cambio-data di Dolce e Gabbana, che volevano sovrapporsi a Cavalli. Motivo? La riduzione drastica del budget a stampa e operatori stranieri li costringerebbe a restare a Milano solo nei giorni centrali, quelli più richiesti dalle grandi griffe. C’è chi dice però che i cambi-data siano motivati dalla festa ebraica dello Yom Kippur (il 28 settembre) molto rispettata dagli osservanti (in primis dalla giornalista-guru di Herald Tribune Susy Menkes). Morale: Dolce&Gabbana, D&G e Fendi sfileranno fuori dal calendario ufficiale, con qualche sovrapposizione. Per il resto la settimana conta otto giorni fitti, con i giovani dell’Incubatore che aprono le danze, i big concentrati fra giovedì e domenica, e la chiusura internazionale dei nuovi talenti di Pakistan, Colombia, Russia e India.

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