La Germania accetta le richieste islamiche: "Via libera al muezzin"

I giudici della corte di Münster permettono ad un muezzin, dopo cinque anni di silenzio, di ricominciare a chiamare in moschea la comunità musulmana diffondendo con l'altoparlante l"Adhan"

La Germania accetta le richieste islamiche: "Via libera al muezzin"

In Germania la comunità islamica turca di Oer-Erkenschwick ha vinto la sua battaglia per la "chiamata alla preghiera".

Il Tribunale amministrativo superiore di Münster ha respinto una richiesta di due cittadini tedeschi che nel 2015 avevano avviato una controversia legale, ora arrivata alla sua soluzione dopo ben cinque anni. Due coniugi che vivono a circa 900 metri dalla moschea di Oer-Erkenschwick avevano presentato una denuncia perchè infastiditi dall’altoparlante che si sentiva dalla loro casa, lo stesso strumento utilizzato altrove in Germania per la chiamata dei fedeli musulmani alla preghiera da parte del muezzin.

In primo grado, nel 2018, i ricorrenti Hans-Joachim Lehmann e sua moglie Lieselotte, dinanzi al tribunale amministrativo di Gelsenkirchen, avevano avuto successo ottenendo il divieto di utilizzo dell’altoparlante. Adesso, invece, i giudici della corte di Münster hanno dato ragione al muezzin che così potrà ricominciare a chiamare in moschea, dopo cinque anni di silenzio, la comunità musulmana per un massimo di 15 minuti tra mezzogiorno e le quattordici di ogni venerdì, per effettuare quella che in arabo viene chiamata "Adhan". "Ogni società deve accettare il fatto che gli altri possano consapevolmente esercitare la propria fede", ha detto la presidente del Tribunale Annette Kleinschnittger, mentre i ricorrenti sono preoccupati, più che dei decibel dell’altoparlante, dal contenuto della chiamata del muezzin, visto che, tra le altre cose, si cita il credo musulmano e, quindi, "i seguaci di altre fedi sarebbero discriminati".

Per i giudici del caso Oer-Erkenschwicker la chiamata del muezzin non rappresenterebbe un fastidio significativo in base alla legge statale sul controllo delle emissioni sonore e non discriminerebbe dal punto di vista religioso. Ascoltare una dichiarazione religiosa una volta alla settimana, a un volume considerato basso, non sarebbe un problema per i giudici e non costringerebbe i ricorrenti a "partecipare ad esercizi religiosi contro la loro volontà". Il sindaco di Oer-Erkenschwick, Carsten Wewers, vede la sentenza del tribunale come un segnale a livello nazionale, destinato ai circa cinque milioni di musulmani che vivono in Germania.

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